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Chirurgia dell’emicrania

 

Emicrania e mal di testa

L’emicrania NON è un semplice mal di testa, bensì è una patologia complessa nella quale il mal di testa rappresenta uno dei sintomi principali. I pazienti affetti da emicrania possono presentare dei sintomi che “anticipano” il mal di testa, con o senza aura.

L’emicrania viene riconosciuta come l’ottava malattia al mondo più frequente in termini di disabilità, rappresentando un vero limite nelle attività quotidiane, sociali e lavorative, dei pazienti che ne sono affetti. La diagnosi di emicrania viene eseguita da uno specialista Neurologo, dopo un’attenta visita specialistica.

Molti pazienti possono trovare sollievo dalle terapie farmacologiche o da altri trattamenti , che consentono quindi di “gestire” gli attacchi di emicrania, di ridurne la frequenza e di governarne la sintomatologia. Per coloro che non beneficiano dei farmaci o degli altri trattamenti, che tollerano male i farmaci per gli effetti collaterali, la terapia chirurgica rappresenta una valida alternativa.

L’emicrania cronica che non risponde ai farmaci o agli altri trattamenti, può essere trattata con la chirurgia minimamente invasiva dell’emicrania.


Chirurgia dell’emicrania: il razionale

Nella storia della Medicina, vi sono stati nel corso dei secoli report sporadici sul trattamento dell’emicrania con la chirurgia. Nell’ultimo ventennio, si è sviluppata la chirurgia minimamente-invasiva dell’emicrania, con molti studi e reviews, anche sistematiche, che ne provano scientificamente la validità.

La chirurgia dell’emicrania NON interessa il cervello o strutture neurologiche centrali, bensì piccoli nervi periferici superficiali (rami periferici del nervo trigemino), localizzati all’esterno della scatola cranica, sotto la pelle o sotto le fasce muscolari.

Il trattamento chirurgico dell’emicrania basa il suo razionale sulla disattivazione delle aree trigger (cioè le aree di innesco dell’attacco di emicrania). L’innesco dell’emicrania dipende infatti da fattori irritanti i rami periferici del trigemino, quali di natura muscolare, anatomica (compressione foraminosa) o vascolare. E’ stata comprovata una costante irritazione dei rami periferici del nervo trigemino durante gli attacchi di emicrania. Una volta innescata, l’emicrania tende a diffondersi dal punto di innesco a parte o all’intera testa, per cui il paziente affetto da emicrania lamenta mal di testa a buona parte o all’intera estensione del capo.

Esistono 7 potenziali zone trigger ben definite. Per ciascuna di queste zone esiste un trattamento chirurgico ben specifico, in grado di disattivare le aree trigger.

Le Aree Trigger e la Chirurgia.

– Frontale. I nervi coinvolti sono il sopraorbitale ed il sopratrocleare. (zona 1)

Si approccia chirurgicamente attraverso un incisione transpalpebrale (la stessa che viene utilizzata nell’intervento di blefaroplastica) e si può eventualmente combinare ad un intervento di blefaroplastica superiore se indicato. La cicatrice risultate è solitamente impercettibile, nascosta nel naturale solco palpebrale. In alternativa, si può utilizzare un approccio endoscopico.

L’intervento ha una durata di circa 1 ora e viene effettuato solitamente in anestesia locale con sedazione.

– Temporale. I nervi coinvolti sono lo zigomaticotemporale, auricolotemporale e zigomaticofacciale. (zona 2 e 5) Si approccia chirurgicamente attraverso delle incisioni nascoste nel cuoio capelluto della regione temporale e può essere associata ad intervento di minilifting del sopracciglio, se indicato e secondo i desideri della paziente. La cicatrice risultante è nascosta tra i capelli. In alternativa, si può utilizzare un approccio endoscopico.

L’intervento ha una durata di circa 1 ora e viene effettuato solitamente in anestesia locale con sedazione.

–  Rinogenica. La presenza di deviazioni del setto nasale associata ad aree di contatto tra le strutture ossee e cartilaginee delle mucose nasali, può essere responsabile dell’emicrania cosiddetta rinogenica. (zona 3)  Si approccia chirurgicamente attraverso delle incisioni nascoste all’interno del naso (come per la rinoplastica “chiusa”). La cicatrice risultante è pertanto non visibile perchè all’interno del naso.

L’intervento ha una durata di circa 1 ora e viene effettuato solitamente in anestesia locale con sedazione o anestesia generale.

– Occipitale. I nervi coinvolti possono essere il grande, il piccolo ed il terzo occipitale. (zona 4 e 6) Si approccia chirurgicamente attraverso delle incisioni nascoste nel cuoio capelluto della regione occipitale. La cicatrice risultante è nascosta tra i capelli.

L’intervento ha una durata di circa 1 ora e viene effettuato in anestesia locale con sedazione o in anestesia generale in base al singolo caso.

– Nummulare. Pur essendo una forma meno frequente di emicrania, la nummulare si associa ad aree trigger periferiche e diversificate lungo il percorso dei rami periferici del nervo trigemino, che pertanto vanno correttamente identificate e trattate. Si approccia chirurgicamente attraverso delle incisioni nascoste nel cuoio capelluto. La cicatrice risultante è nascosta tra i capelli.L’intervento ha una durata di circa 1 ora e viene effettuato in anestesia locale con sedazione o in anestesia generale in base al singolo caso.


Guarire con la Chirurgia?

Nel trattamento chirurgico dell’emicrania è molto importante selezionare i pazienti che possono beneficiare del trattamento chirurgico. 8 pazienti su 10 (80%) sottoposti a chirugia dell’emicrania riferiscono un miglioramento di almeno il 50% (in altre parole un dimezzamento) della frequenza, durata e dell’intensità del mal di testa.

Di questo gruppo di pazienti, il 35-40% risulta essere LIBERO dall’emicrania, in altre parole non ha presentato più attacchi di emicrania dopo la chirurgia. Recenti studi scientifici pubblicati su riviste scientifiche autorevoli da diversi Gruppi di Ricerca Universitari, hanno riportato dei risultati concordanti ed in linea con quanto su riportato.


La Chirurgia fa al mio caso?

I pazienti con una diagnosi di emicrania effettuata da uno Specialista Neurologo e non responsivi ai farmaci per l’emicrania o ad altri trattamenti, dovrebbero considerare la possibiltà di sottoporsi all’intervento chirurgico per l’emicrania.

Durante la visita, valuteremo se puoi essere un candidato alla chirurgia dell’emicrania. Dopo un attenta valutazione clinica, saranno valutati tante altri fattori quali la storia clinica, gli esami diagnostici già effettuati e le eventuali comorbidità.

Laddove indicato, è possibile effettuare delle “PROVE DI RISULTATO” con:

– TOSSINA BOTULINICA. Esattamente! Lo stesso farmaco che solitamente utilizziamo per ringiovanire il viso e distendere le rughe, può rappresentare un valido trattamento per l’emicrania per i pazienti affetti da emicrania che non hanno beneficio con le terapie preventive.

La tossina botulinica, infatti, esercita un’azione di paralisi controllata dei piccoli muscoli presenti sotto pelle, responsabili dell’irritazione proprio di quei rami nervosi periferici del nervo trigemino, contribuendo all’innesco dell’emicrania.

Il trattamento con tossina botulinica si effettua a studio, è pressochè indolore, e non richiede alcun recupero o convalescenza.

L’utilizzo della tossina botulinica rappresenta anche un importante Stress Test.

– BLOCCO NERVOSO PERIFERICO con anestetico locale.


 

Per saperne di più scrivi a: segreteria@centrochirurgiaemicrania.it